Salerno – L’intervista rilasciata dal sindaco di Bari, Vito Leccese, ha aperto un’importante discussione sul futuro del Mezzogiorno, in seguito alle riflessioni del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Leccese ha espresso il suo sostegno all’idea di una macroregione in grado di connettere le coste del Tirreno e dell’Adriatico, sottolineando che non deve trasformarsi in una nuova burocrazia o in una semplice ridefinizione geografica, ma piuttosto in uno spazio di cooperazione e pianificazione strategica condivisa.
Secondo Leccese, questa prospettiva merita attenzione poiché rappresenta un superamento della tradizionale visione del Mezzogiorno, spesso caratterizzata da frammentazione e competizione tra territori. La segretaria della Cisl di Salerno, Marilina Cortazzi, ha dichiarato che la nuova competizione europea e mediterranea richiede reti, connessioni e specializzazioni complementari.
La provincia di Salerno, per la sua posizione geografica e la combinazione di infrastrutture e sistemi produttivi, può fornire un contributo significativo a questa macroregione. Non si tratta di una logica di contrapposizione, ma di valorizzare le diverse funzioni e vocazioni dei territori. Salerno, con il suo porto, aeroporto, rete autostradale e sistemi di alta velocità, può servire come un ponte verso Basilicata e Calabria, collegando Napoli e Bari con il Mezzogiorno che si sviluppa verso sud. Il Sannio e Caserta sono più direttamente collocati lungo la grande direttrice trasversale che collega Napoli alla Puglia.
Le aree interne salernitane, come il Vallo di Diano, il Tanagro, gli Alburni e il Cilento, possono diventare parte di una nuova rete economica, contribuendo a contrastare lo spopolamento e l’impoverimento demografico attraverso nuove opportunità produttive e occupazionali. Cortazzi ha evidenziato che il porto e l’aeroporto di Salerno non devono essere considerati solo come infrastrutture locali, ma come elementi chiave per connettere il sistema tirrenico con le aree interne e con Basilicata e Calabria.
Inoltre, la Zes Unica è vista come una leva importante, ma deve essere orientata alla costruzione di filiere piuttosto che all’attrazione di singoli investimenti. La Cisl Salerno guarda alla discussione avviata da Manfredi e rilanciata da Leccese come a un’opportunità di cooperazione tra territori, non come una competizione tra città.
La macroregione acquista significato come rete di territori nei quali ciascuna infrastruttura, ciascun sistema produttivo e ciascun centro di competenza può svolgere una funzione dentro un disegno comune. La macroregione proposta non deve essere un nuovo centralismo, ma un policentrismo che valorizzi le diverse vocazioni del Mezzogiorno. Salerno può contribuire a questa costruzione, mettendo a valore la propria posizione e le proprie infrastrutture, e rafforzando le connessioni con Irpinia, Basilicata e Calabria.





