Salerno – La cerimonia di consegna della bandiera dell’EUSA ha ufficialmente chiuso EUG Salerno 2026, la prima edizione italiana dei Giochi Universitari Europei. Questo evento ha visto la partecipazione di 5000 visitatori, creando un’atmosfera di festa e coinvolgimento.
L’Università degli Studi di Salerno ha dimostrato di saper gestire con successo un evento sportivo internazionale multisport, superando a pieni voti l’organizzazione. La disponibilità e i sorrisi dei volontari, insieme all’imponente macchina organizzativa, hanno contribuito a creare un clima magico attorno al Campus di Fisciano e ai campi di gara.
Durante il periodo dei Giochi, ADISURC ha raddoppiato i posti letto e triplicato i pasti serviti nelle mense, dimostrando un impegno straordinario. Emilio Di Marzio, presidente del Consiglio di Amministrazione di ADISURC, ha sottolineato che l’esperienza dei Giochi ha evidenziato come il diritto allo studio possa essere supportato anche attraverso lo sport, rappresentando una leva strategica per la formazione degli studenti.
Il Campus di Baronissi ha ospitato gran parte delle tredici discipline previste dal calendario dei Giochi, sotto la supervisione del CUS Salerno. Lorenzo Lentini, presidente del CUS Salerno, ha dichiarato che questi Giochi resteranno un ricordo indelebile, evidenziando come la città abbia abbracciato gli atleti provenienti da tutta Europa.
Virgilio D’Antonio, magnifico rettore dell’Università degli Studi di Salerno, ha affermato che l’evento ha rappresentato un ponte ideale tra Salerno e l’Europa, sottolineando l’importanza di un Campus sempre più vivo, inclusivo e internazionale. La vera eredità dei Giochi è quella di lasciare un segno duraturo nella comunità universitaria e nel territorio.
La cerimonia inaugurale, che si è tenuta in Piazza della Libertà, ha visto la partecipazione di migliaia di persone, rendendo l’evento ancora più memorabile. La riconoscenza delle delegazioni e la cortesia mostrata dai salernitani hanno contribuito a creare un’esperienza unica, che non potrà essere dimenticata.





