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Prosegue il piano di riconversione green delle Fonderie Pisano a Salerno

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Prosegue il piano di riconversione green delle Fonderie Pisano a Salerno

Salerno – Le Fonderie Pisano continuano a lavorare su un piano di riconversione green per il loro stabilimento situato a Fratte, attraverso un progetto di decarbonizzazione già depositato il 22 giugno.

L’azienda ha presentato allo Sportello unico per le attività produttive del Comune di Salerno la Scia edilizia e la documentazione necessaria per la realizzazione di due nuovi forni elettrici, che andranno a sostituire gli attuali impianti alimentati a carbone.

Il progetto mira a una completa decarbonizzazione del processo produttivo, prevedendo l’installazione di moderni forni elettrici TRIAL ad alta efficienza energetica. Gli attuali forni a carbone saranno smantellati e sarà installato un impianto interamente elettrico a induzione a media frequenza, composto da tre forni.

Questa nuova configurazione comporterebbe una forte riduzione dell’impatto ambientale, con livelli emissivi fino a dieci volte inferiori rispetto agli attuali. L’azienda ha anche analizzato i dati della centralina Arpac situata nelle vicinanze dell’area industriale di Fratte, evidenziando che le concentrazioni medie di PM10 e PM2.5 sono risultate superiori nei mesi di aprile e maggio 2026 rispetto agli stessi mesi del 2025.

In merito a queste osservazioni, l’azienda ha dichiarato che la sospensione dell’attività non ha portato a un cambiamento immediatamente percepibile nei dati ambientali rilevati dalla centralina. Inoltre, ha sottolineato che i dati ufficiali non permettono di attribuire a un’unica fonte la responsabilità prevalente dell’andamento degli inquinanti monitorati.

Ciro Pisano, amministratore delegato delle Fonderie Pisano, ha affermato: «Chiediamo alla Regione Campania di convocare al più presto la Conferenza dei Servizi. Siamo impegnati in un processo di riconversione della nostra azienda per dimostrare che diritto alla salute e diritto al lavoro possono viaggiare insieme.»

Ha inoltre evidenziato che la priorità è la ripresa della produzione, necessaria per dimostrare che l’azienda è in piena attività e non impatta sull’ambiente, così da realizzare il progetto finale di delocalizzazione dello stabilimento di Fratte.

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